Obiettivo impronta zero: vivere cercando di non lasciare traccia

«Mi piace pensare che la luna sia lì anche se non la guardo».
Albert Einstein

Fino a 50 anni fa la luna sembrava irraggiungibile, un luogo immaginato solo dai  poeti. Poi lo sbarco in diretta tv, i primi passi sul suolo lunare, e per 600 milioni di persone quello che era un sogno si è trasformato di colpo in una conquista epocale.

Oggi siamo di fronte a una sfida altrettanto difficile: realizzare sul pianeta Terra un modello di sviluppo sostenibile. L’obiettivo è ambizioso e sarà più vicino se riusciremo a ridurre l’impronta ecologica, la traccia che lasciamo sul pianeta al nostro passaggio.

Che cos’è l’Impronta Ecologica

L’impronta ecologica è un indicatore che misura il consumo da parte degli esseri umani delle risorse naturali che produce la Terra. È quindi, allo stato attuale, il debito che abbiamo nei confronti dell’ambiente. Se il consumo di risorse e la produzione di rifiuti sono eccessivi rispetto alla capacità del pianeta di rigenerarli, allora l’impronta è positiva e il nostro sviluppo non sostenibile. Se invece l’impronta è zero, ci troviamo davanti a un modello di economia circolare.

Impronta ecologica degli Stati del mondo nel 2018 secondo il Global Footprint Network. Via Pagina Facebook @GlobalFootprintNetwork

Cosa significa lasciare un’impronta ecologica

Ogni volta che compiamo un’azione dobbiamo immaginare di lasciare un solco, come quello che lasceremmo sul bagnasciuga di una spiaggia, o che gli astronauti americani 50 anni fa hanno impresso sulla superficie lunare. Per esempio, andando al lavoro e percorrendo cinque chilometri due volte al giorno, consumiamo 120 metri quadri di superficie se usiamo la bicicletta, circa 500 metri quadri in autobus, più di 2.500 metri quadri con l’automobile. Una famiglia media consuma in casa un’impronta gigantesca di quasi un ettaro e mezzo!

L’impronta ecologica personale

Maggiore è il livello di coscienza che abbiamo dell’impronta ecologica personale, più vicino diventa l’obiettivo Impronta Zero. A incidere è proprio la capacità di azzerare le tracce che lasciamo durante le attività quotidiane, riducendo l’utilizzo di energia e risorse. Tempo libero, vacanze e trasporti sono le voci che incidono di più (33%) sul nostro stile di vita, al pari dell’alimentazione (31%) e ai consumi delle nostre abitazioni (27%). Il 9% dipende da lavoro e scuola.

In Italia ciascuno di noi ha un’impronta di circa 3,1 ettari, a fronte di una disponibilità di 1,04. Siamo cioè in debito di 2,07 ettari pro capite.

I consumi in casa di una famiglia lasciano in media un’impronta gigantesca di quasi un ettaro e mezzo

Obiettivo Impronta zero

Per non lasciare “traccia”, è estremamente urgente ripensare le nostre abitudini in ogni momento della giornata. Scegliendo alimenti a km zero, abbracciando quanto più possibile la filosofia plastic free, preferendo bici e mezzi di trasporto elettrici, convertendo le utenze domestiche a energie pulite, facendo una corretta raccolta differenziata per un ciclo dei rifiuti in grado di rigenerare la materia grazie al recupero.

Gruppo Hera da anni è impegnato a rendere l’impatto positivo di tutte queste attività più vicino e alla portata di ognuno. Esempi ne sono la produzione di energia elettrica esclusivamente da fonti rinnovabili, la compensazione delle emissioni di C02 tramite l’acquisto di certificati che finanziano progetti di mitigazione, la rigenerazione dei rifiuti da cui si ricava Biometano, un carburante 100% rinnovabile per la mobilità sostenibile del territorio, messo a disposizione della comunità.

La  sostenibilità ambientale non è come la luna dei poeti, è un obiettivo alla portata di tutti noi.

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