L’economia della ciambella: la ricetta per realizzare la sostenibilità

La sfida più grande del XXI secolo è la crescita sostenibile. Ma come superare i modelli lineari dello sviluppo industriale che nel corso dei secoli hanno prodotto inquinamento ed emissioni di CO2, oggi al limite?

La risposta sta in una ciambella secondo Kate Raworth, docente presso l’Environmental Change Institute della Oxford University, per il Guardian una dei dieci economisti più influenti al mondo.

L’approccio è solo apparentemente giocoso, perché la ciambella è in verità una rivoluzionaria teoria economica illustrata in un libro che smonta passo dopo passo il dogma liberista della crescita come obiettivo assoluto, e che contrappone al classico diagramma con la linea diretta verso l’alto una rappresentazione grafica caratterizzata da un doppio cerchio: un disegno che ricorda appunto il famoso dolce amato da tutti.

Al centro della ciambella c’è l’umanità che non ha accesso alle risorse essenziali per la sopravvivenza: cibo, acqua, energia, servizi sanitari. La prima sfida consiste così nel creare economie – locali e globali – che portino queste persone a uscire dal buco e a rientrare all’interno dell’area verde compresa nei confini dei due cerchi: “The safe and just space for humanity” (immagine sotto).

kate raworth

Via Pagina Facebook @SustainableKelseaYoga

Il secondo obiettivo è quello di non oltrepassare il confine esterno dell’area verde perché rappresenta il limite di sostenibilità. Bisogna soddisfare i bisogni di tutti senza mettere ulteriormente a rischio il pianeta.

Per Kate Raworth il progresso non si misura più con la crescita del PIL, ma in base all’equilibrio tra le condizioni sociali dell’uomo e il limite dell’impiego delle risorse ambientali. Si tratta di un bilancio armonioso legato all’esigenza di garantire a tutti gli esseri umani una vita dignitosa nel rispetto e nella salvaguardia delle disponibilità del Pianeta. Natura + Umanità = Evoluzione.

«Il grande errore compiuto è stato pensare l’economia come separata dalla società della quale invece fa parte; e dall’ambiente con cui è strettamente connessa».

Cover via Pagina Facebook Erasmus School of Economics

Condividi l'articolo su